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APE: quando serve, quanto vale e cosa rischiate senza

L’APE è obbligatorio per vendere, per affittare e anche solo per pubblicare l’annuncio. Ha validità massima di dieci anni, lo redige un tecnico abilitato indipendente, e in Lombardia richiede il sopralluogo e la registrazione al catasto energetico regionale CENED per essere valido.

Chiariamo subito un punto su cui la rete è largamente ferma a dodici anni fa: un atto di compravendita senza APE non è nullo. La nullità introdotta nel 2013 è stata abolita pochi mesi dopo dall’articolo 1, comma 7, del decreto legge 145/2013 e sostituita da una sanzione pecuniaria — con effetto anche retroattivo. Le sanzioni però ci sono, e non sono lievi.

Le sanzioni, distinte per caso

Vengono spesso confuse fra loro, mentre sono tre binari diversi previsti dal decreto legislativo 192/2005.

Violazione Importo A carico di
Mancata dotazione dell’APE in una vendita 3.000 – 18.000 € Proprietario / venditore
Mancata dotazione in una nuova locazione 300 – 1.800 € Proprietario
Omessa clausola o allegazione in compravendita 3.000 – 18.000 € Le parti, in solido e in parti uguali
Omessa clausola in locazione 1.000 – 4.000 € (dimezzata se la durata non supera 3 anni) Le parti in solido
Annuncio senza dati energetici 500 – 3.000 € Responsabile dell’annuncio

L’ultima riga riguarda anche noi come agenzia, ed è il motivo per cui non pubblichiamo un annuncio senza APE: la sanzione colpisce chi pubblica, non solo chi possiede.

Quando serve e quando no

L’APE è obbligatorio per la vendita, per il trasferimento a titolo gratuito, per ogni nuova locazione e per gli annunci commerciali diffusi con qualsiasi mezzo — carta, web, radio, televisione (articolo 6 del d.lgs. 192/2005).

Le esenzioni sono elencate all’articolo 3, comma 3:

  • beni culturali tutelati;
  • edifici industriali e artigianali riscaldati per esigenze del processo produttivo;
  • fabbricati rurali non residenziali sprovvisti di impianto di climatizzazione;
  • edifici dichiarati inagibili o collabenti;
  • fabbricati isolati con superficie utile inferiore a 50 metri quadri;
  • box, cantine, autorimesse, depositi e strutture stagionali non climatizzate;
  • luoghi di culto.

Una precisazione utile a chi affitta: dal dicembre 2013 non è più obbligatorio allegare l’APE ai contratti di locazione di singole unità immobiliari. Restano obbligatorie la consegna al conduttore e la clausola nel contratto.

Validità: dieci anni, ma non sempre

La validità è di dieci anni dall’emissione (articolo 6, comma 5). Decade prima in due casi:

  • se non si rispettano le prescrizioni di controllo e manutenzione degli impianti termici — il libretto d’impianto va tenuto aggiornato;
  • a seguito di interventi di ristrutturazione o riqualificazione che modificano la prestazione energetica dell’edificio.

Il secondo caso è quello che coglie impreparati: chi ha cambiato la caldaia o rifatto il cappotto dopo aver ottenuto l’APE ha in mano un documento decaduto, e in genere se ne accorge davanti al notaio.

Chi lo può redigere

Un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti, iscritto al proprio ordine o collegio, in possesso dei requisiti previsti dal DPR 75/2013. Il decreto impone indipendenza e imparzialità: il certificatore dichiara nell’APE di non essere stato coinvolto nella progettazione o realizzazione dell’immobile, e il committente non può essere coniuge o parente entro il quarto grado.

In Lombardia valgono regole ulteriori: il certificatore deve essere accreditato al catasto energetico regionale CENED, il sopralluogo è obbligatorio e l’attestato va registrato per essere valido. Un APE emesso senza sopralluogo, in Lombardia, non è un APE.

Sul costo: non esiste alcun tariffario obbligatorio e i prezzi sono liberi. Qualsiasi cifra indicata online è un dato di mercato, non una norma — chiedete un paio di preventivi a certificatori accreditati.

Quanto vale la classe energetica sul prezzo

Qui abbondano le stime, spesso senza fonte. Il dato più solido disponibile è della Banca d’Italia.

Uno studio pubblicato nella collana Questioni di Economia e Finanza (numero 818, novembre 2023) ha analizzato con un modello edonico gli annunci immobiliari italiani: il prezzo richiesto per gli immobili nelle migliori quattro classi energetiche è mediamente superiore di circa il 25% rispetto a quelli in classe G. Il differenziale varia sensibilmente per provincia, in funzione del clima e delle normative regionali.

Nella Relazione Annuale sul 2025, pubblicata nel maggio 2026, la Banca d’Italia ha inoltre rilevato che nell’anno gli immobili in classe A o B hanno registrato una variazione di prezzo di circa il 2% in aumento, mentre quelli in classe F o G di circa il 4% in diminuzione, e che i mutui destinati a immobili efficienti presentano spread più contenuti.

Girano anche cifre più alte — fino al 50% — provenienti da osservatori privati. Possono essere corrette, ma non le riportiamo come dato perché non siamo in grado di verificarne la metodologia. Il 25% della Banca d’Italia è una stima prudente e documentata: se dovete fare un ragionamento economico, partite da quella.

La direttiva «Case Green»: cosa è vero

Molti proprietari ci chiedono se saranno obbligati a ristrutturare, o se potranno ancora vendere una casa in classe G. Le risposte brevi sono no e sì, e le trovate spiegate per esteso nell’articolo che abbiamo dedicato alla direttiva. In sintesi: l’Italia non ha ancora recepito la direttiva europea, quindi nessun obbligo derivante da essa grava oggi sui singoli proprietari, e in nessun caso il testo europeo prevede divieti di vendita o locazione per le classi basse.

Va invece segnalato un intervento italiano recente e reale: il decreto del Ministero dell’Ambiente del 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, ha aggiornato le metodologie di calcolo e i requisiti minimi. Riguarda il modo in cui l’APE viene redatto, non gli obblighi di chi lo possiede. Gli attestati emessi prima restano validi per i loro dieci anni e non vanno rifatti.

In sintesi

L’APE serve per vendere, per affittare e per pubblicare l’annuncio, vale dieci anni salvo decadenza anticipata, e in Lombardia richiede sopralluogo e registrazione CENED. L’atto senza APE non è nullo ma le sanzioni arrivano a 18.000 euro. Sul valore, il riferimento serio è lo studio della Banca d’Italia: circa il 25% di differenza fra le classi migliori e la classe G.

Se state per vendere o affittare a Milano San Felice o a Segrate e non sapete se il vostro APE è ancora valido, possiamo verificarlo insieme al resto della documentazione.

Domande frequenti

Quando è obbligatorio l'APE?

Per la vendita, il trasferimento a titolo gratuito, ogni nuova locazione e la pubblicazione di annunci immobiliari. Sono esenti, fra gli altri, i beni culturali tutelati, gli edifici inagibili o collabenti, i fabbricati isolati sotto i 50 metri quadri di superficie utile, e box, cantine e autorimesse.

Quanto dura l'APE?

Dieci anni dall'emissione. Decade prima se non si rispettano gli obblighi di manutenzione dell'impianto termico o se si eseguono interventi che modificano la prestazione energetica dell'edificio.

Cosa succede se vendo senza APE?

L'atto non è nullo — la nullità è stata abolita nel 2013 — ma si applica una sanzione da 3.000 a 18.000 euro. Se manca la clausola o l'allegazione in atto, la sanzione è solidale fra le parti e in parti uguali.

Serve l'APE per affittare?

Sì, per ogni nuova locazione, con obbligo di consegna al conduttore e di clausola nel contratto. Non è invece più obbligatorio allegarlo ai contratti di locazione di singole unità immobiliari.

La classe energetica fa aumentare il valore della casa?

Secondo lo studio della Banca d'Italia del novembre 2023, gli immobili nelle migliori quattro classi hanno prezzi richiesti mediamente superiori di circa il 25% rispetto alla classe G, con variazioni sensibili fra province. La Relazione Annuale sul 2025 conferma la divaricazione: classi A e B in crescita, classi F e G in calo.

Devo rifare l'APE dopo il nuovo decreto del 2025?

No. Gli attestati emessi prima dell'entrata in vigore restano validi per i loro dieci anni: il decreto si applica agli APE emessi da quel momento in poi e non ha effetto retroattivo.

Chi paga l'APE, il venditore o il compratore?

Il venditore. È a suo carico l'obbligo di dotazione, e deve consegnarlo all'acquirente.